Vai al contenuto
Torna alle notizie
Formazione e ingresso5 min

Corsi di formazione finalizzati all'ingresso in Italia: come funziona l'articolo 23 e l'assunzione fuori quota

L'articolo 23 del Testo Unico sull'immigrazione permette di assumere lavoratori formati all'estero senza competere per le quote del decreto flussi. Spieghiamo requisiti, funzionamento dei programmi approvati e vantaggi concreti per le imprese.

Esiste un canale di ingresso per lavoro che non passa dal click day e non compete per le quote del decreto flussi. Si fonda sull'articolo 23 del Testo Unico sull'immigrazione e riguarda i lavoratori che, nel proprio Paese di origine, hanno completato un programma di formazione professionale e civico-linguistica approvato dalle autorità italiane. Per molte imprese è il percorso più prevedibile.

Che cosa prevede l'articolo 23

L'articolo 23 del D.Lgs. 286/1998 disciplina le attività di istruzione e formazione professionale e civico-linguistica svolte nei Paesi di origine. Questi programmi devono essere approvati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Ministero dell'Istruzione e del Merito o dal Ministero dell'Università e della Ricerca, secondo l'ambito.

I programmi possono essere realizzati in collaborazione con le regioni, le province autonome, altri enti locali, le organizzazioni nazionali degli imprenditori e dei lavoratori, gli organismi internazionali finalizzati al trasferimento di lavoratori stranieri in Italia e gli enti che operano nel settore dell'immigrazione da almeno tre anni.

Che cosa comprende la formazione

I programmi previsti dall'articolo 23 hanno due componenti distinte e complementari, entrambe necessarie.

  • Formazione professionale — fornisce le conoscenze specifiche per l'esercizio di una determinata professione o attività lavorativa, comprese le nozioni di sicurezza sul lavoro. È la componente tecnica, calibrata sulla mansione che il lavoratore andrà effettivamente a svolgere.
  • Formazione civico-linguistica — fornisce le competenze linguistiche e civiche necessarie ad avviare un percorso di integrazione nel contesto socio-culturale e lavorativo italiano. È la componente che determina, più di ogni altra, la riuscita dell'inserimento.

Perché conviene alle imprese

  1. Prevedibilità dei tempi

    Non dipendendo dall'esaurimento di una quota assegnata in ordine cronologico, il percorso elimina la principale fonte di incertezza del reclutamento extra-UE. La programmazione diventa possibile.

  2. Competenze verificate prima dell'arrivo

    Il lavoratore arriva già formato sulla mansione e sulle norme di sicurezza. Si riduce drasticamente il tempo di messa a regime e il carico di affiancamento sul personale interno.

  3. Barriera linguistica già affrontata

    La componente civico-linguistica significa che il lavoratore arriva con una base di italiano funzionale. È la variabile che più spesso determina se un inserimento regge nel tempo.

  4. Selezione sul profilo reale

    Poiché il programma formativo viene costruito a monte, l'impresa può intervenire sul contenuto della formazione perché rispecchi le proprie esigenze effettive anziché un profilo generico.

Come si assume un lavoratore che ha completato un corso approvato

Una volta completato con successo il programma, il cittadino straniero può fare ingresso e soggiornare in Italia per lavoro subordinato a seguito di specifica richiesta presentata da un datore di lavoro. Il nulla osta viene rilasciato al di fuori delle quote previste dal decreto flussi. Il Ministero del Lavoro ha pubblicato linee guida e relative FAQ sui programmi di formazione professionale e civico-linguistica all'estero, che costituiscono il riferimento operativo per enti formatori e imprese.

Articolo 23 e decreto flussi a confronto

AspettoDecreto flussi (click day)Articolo 23 (formazione)
QuoteSoggetto a quote annuali per categoriaIngresso fuori quota
TempisticheVincolate a precompilazione e click day fissati per decretoLegate al completamento del percorso formativo
Certezza dell'esitoDipende dall'ordine cronologico di invioNon dipende dalla competizione per la quota
Preparazione del lavoratoreA carico dell'impresa dopo l'arrivoFormazione tecnica e linguistica completata prima dell'ingresso
Orizzonte di pianificazioneAnnuale, legato al calendarioPiù lungo, richiede progettazione a monte
Scorri per vedere tutta la tabella

Domande frequenti

Che cosa sono i corsi di formazione finalizzati all'ingresso in Italia?

Sono programmi di formazione professionale e civico-linguistica svolti nei Paesi di origine e approvati dalle autorità italiane ai sensi dell'articolo 23 del Testo Unico sull'immigrazione. Chi li completa con successo può fare ingresso in Italia per lavoro subordinato su richiesta di un datore di lavoro, con nulla osta rilasciato fuori quota.

L'ingresso tramite articolo 23 è davvero fuori quota?

Sì. Il D.L. 20/2023 ha modificato l'articolo 23 collocando fuori dalle quote del decreto flussi gli ingressi dei cittadini stranieri residenti all'estero che abbiano completato i programmi di formazione approvati.

Chi può erogare questi programmi di formazione?

I programmi sono approvati dai ministeri competenti e possono essere realizzati in collaborazione con regioni, province autonome, enti locali, organizzazioni nazionali di imprenditori e lavoratori, organismi internazionali finalizzati al trasferimento di lavoratori in Italia ed enti che operano nel settore dell'immigrazione da almeno tre anni.

Quanto dura il percorso complessivo?

La durata dipende dal contenuto tecnico della qualifica, dal livello linguistico di partenza dei partecipanti e dai tempi amministrativi successivi. Poiché la formazione va progettata e approvata a monte, si tratta di un percorso che richiede pianificazione: è il suo limite, ed è anche la ragione della sua prevedibilità.

L'impresa può influenzare il contenuto della formazione?

È proprio uno dei vantaggi del canale. Costruendo il programma a monte insieme all'ente formatore, l'impresa può assicurarsi che le competenze sviluppate corrispondano alle mansioni reali, agli standard di sicurezza applicati in azienda e alle attrezzature effettivamente utilizzate.

Vuoi valutare un percorso di formazione dedicato?

Progettiamo percorsi formativi calibrati sulle mansioni reali della tua azienda, dalla definizione del profilo alla preparazione linguistica. Parliamone.

Parliamone

Fonti